Saluti da Parì
Il primo album di Roberto Cicogna
Il primo album di Roberto Cicogna
Saluti da Parì è il primo album di Roberto Cicogna, in uscita a inizio 2024 su Spotify e tutte le piattaforme streaming per Aaki Records/Bradipo Dischi, distribuito da ADA Music.
Questo album sarebbe una cartolina da Parigi senza Torre Eiffel visto che è stato concepito quando la "ville lumière" era spenta – durante il lockdown. Se si tratta di un album che a livello linguistico rompe col passato, Saluti Da Parì è anche un disco che parla fra le righe della sua separazione con l'Italia.
Poi certo, a causa del lockdown, la solitudine parla a Roberto, sia in Solo in un caffè, ballata statica dove guarda la sua faccia nella tazza, oppure nel pezzo Il portiere, un inno alla figura del calciatore sempre pronto ad incassare i colpi isolato dietro la porta. Chitarre cupe e synth disillusi, batteria pesante ma discreta e pianoforte, canto femminile senza parole e vocali stirate, Il portiere ha la grazia di una partita di calcio al rallentatore. In Autostrada, grunge synth-pop con un'enfasi nichilista, il cantante si chiede con una voce pungente quasi alla Rino Gaetano cosa bisogna fare "per essere normale". Roberto Cicogna fa la sua crisi dei trent'anni in piena quarantena?
Spoiler: no. Questo disco fatto in casa con la vista sul colino e la caffettiera non ha un profumo di depressione e nemmeno di chiuso; il sole si intrufola attraverso le tende e il sorriso di Roberto cancella la lacrima. Bobby non è così solo. Roberto Cicogna dispiega su un folk mai monocorde otto pezzi da canticchiare sotto la doccia (all'italiana). Lo dimostra Lucia, una donna col nome perfetto (e beatlesiano!) visto la canzone luminosa che ispira a Roberto, c'è da bere e da ballare sul canapé, battendo le mani come nel Battimanista, il suo divertentissimo mockumentary nel quale l'eroe sogna di fare clap in una rock band.
Appassionato di stand-up comedy e di Seinfeld, Roberto Cicogna non dimentica il tocco fantasioso e lunare, persino ironico, dei due leggendari Lucio, Battisti e Dalla. Se cita il "Mambo" del Bolognese e che Morgan, come lui Milanese, è anche menzionato – Canzoni dell'appartamento facendo inevitabilmente eco a Saluti da Parì – si intravede l'ombra di Paolo Conte nel suo modo di raccontare storie gioviali e teatrali, tra aneddoti al bancone e cronache stile piano-bar. Quando il narratore non va su L'isola di Matteo, un classico immediato del cantautorato, torna a Milano, Via Cappuccio, dove tra le linee di una chitarra cugina di Mac DeMarco chiacchiera con una galleria di personaggi colorati, i suoi amici. Rinchiuso a Parigi in qualche metro quadrato, l'esterno non è più un miraggio sfocato ma un paesaggio pieno di bei ricordi.
Le musiche e i testi sono di Roberto Cicogna. Hanno suonato Roberto Cicogna (voce, chitarra acustica, tastiera), Sébastien Collinet (tastiere, sintetizzatori, pianoforte, chitarra elettrica), Nils Sørensen (basso, pianoforte), Vincent Pedretti (batterie e percussioni), Raphaël Léger (batteria e percussioni), Baptsite Dosdat (chitarra elettrica), Olivier Soumali (pianoforte), Louise Lhermitte (cori) e Julien Levefre (violoncello). Il disco è stato prodotto da Sébastien Collinet ad eccezione di Luna in Pesci, prodotta da Raphaël Léger; le registrazioni sono state curate da Sebastien Collinet e Colin Buffet presso lo studio di Aaki Records a Parigi; i mix sono di Colin Buffet. La copertina è stata realizzata da Agnese Carbone, la grafica da Alberto Ricchi. Le foto sono di Agnese Carbone.
Milanese di nascita e Parigino d'adozione, Roberto Cicogna potrebbe essere paragonato ad un uccello migratore. Ma lui è innanzitutto un camaleonte : regista di videoclip e di cortometraggi, montatore, attore, organizzatore di eventi culturali, scrive, compone e canta tenere ballate folk alla Stealing Sheep o José Gonzalez, non accanto al fuoco ma dall'asfalto grigio del 20° arrondissement di Parigi. Fan dei Nirvana, beatlesiano nell'animo, songwriter alla Herman's Hermits, sui suoi due EP usciti sotto il nome Oh!Pilot (Okness e Brace Brace, i cui brani sono spesso trasmessi sulla radio francese FIP), Roberto parla inglese quando imbraccia la chitarra. 2020, si cambia decennio, l'artista torna alla lingua madre: l'italiano.